L'idea di creare uno spazio espositivo per ricordare la storia di Sesto Imolese negli ambienti parrocchiali venne a me e al neo parroco Don Francesco Gaetta cinque anni fa.
Per molte vicissitudini il progetto è stato rinviato fino all'inizio del 2014, quando abbiamo iniziato a parlarne seriamente e abbiamo iniziato a buttare idee su un foglio di carta.
Dieci metri quadri per ospitare circa cinque secoli di storia, un patrimonio di oggetti, abiti, manoscritti e libri sacri da scegliere, valutare, cercare di recuperare ed inserire in un contesto che fosse omogeneo e gradevole al tempo stesso.
Dopo il sopralluogo e il rilievo degli ambienti, il concept e i primi disegni abbiamo iniziato ad avere ben chiaro l'obiettivo e dove volevamo arrivare ed alla fine è arrivata la benedizione da parte del parroco, il progetto poteva partire!
La seconda sfida vera è stato il budget, mille e cinquecento euro, non un centesimo di più!
Credere di poter realizzare arredi su misura era impensabile e cosi la scelta è caduta obbligatoriamente su arredi di serie e quindi Ikea.
Per la parte espositiva degli oggetti sacri ho pensato ad armadi con ante in vetro, dove la cornice scura crea profondità a chi guarda l'oggetto e lo pone in un'ottica prospettica interessante, espositori in vetro per libri, altri oggetti sacri e registri manoscritti in modo che la trasparenza del materiale metta in risalto l'esposto, due manichini a grandezza naturale abbigliati con abiti originali, uno risalente agli inizi del 1500, il tutto legato dalle pareti bianche, per dare l'idea di purezza e dal soffitto azzurro per alzare l'ambiente e non schiacciare i candelabri del 1700 posti sopra gli armadi espositori.
Attorno alla porta di ingresso un portale realizzato con tavole pittoriche che rappresentano i quindici misteri dal Sacro Rosario.
Tante ore di lavoro, tanti giorni nei fine settimana impegnati alla cernita ed all'allestimento ed alla fine il risultato lo potete vedere nelle foto che pubblico di seguito.
Una sfida interessante dicevo, poco spazio, poco budget e l'obbligo di dare il massimo risalto ad oggetti stupendi che rappresentano la storia della parrocchia e del paese di Sesto Imolese.
venerdì 17 aprile 2015
giovedì 9 gennaio 2014
TECNOLOGI DEL LEGNO, QUESTI SCONOSCIUTI...
Molto spesso mi sento chiedere se sono un architetto o un ingegnere e quando rispondo che sono un Tecnologo del Legno spesso noto espressioni sbigottite o spaesate.
I più timidi accompagnano ad un sorriso forzato un consolatorio "aahhhh..." i più audaci si spingono fino a chiedere cosa sia un Tecnologo del Legno.
In effetti siamo una figura professionale piuttosto particolare.
Fino al 2010 in Italia erano presenti almeno tre corsi di laurea, Firenze, Padova e Sassari, che purtroppo a causa del ridotto numero di iscritti sono stati chiusi.
Ma perché l'industria italiana del settore legno dovrebbe sentire la necessità di "falegnami laureati"?
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lunedì 6 gennaio 2014
INTERIOR DESIGN DALLA VIA EMILIA ALLE DOLOMITI.
Ebbene la mia risposta è SI, ma andiamo con calma, innanzitutto mi presento.
Mi Chiamo Christian Riviello, sono laureato in Tecnologie del Legno presso l'Università di Firenze e la mia passione è l'arredamento!
Vivo la mia vita diviso tra l'Emilia Romagna, regione dove sono nato, e l'Alto Adige, regione dove mi sono trasferito da tre anni.
Da oltre dieci anni lavoro nel settore arredamento, ho collaborato in progetti importanti ed ora voglio ampliare i miei orizzonti dedicandomi non più solo al mobilio ma allo studio di interni.
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